24 settembre 2008

GOOD LUCK

Questo è per me. Quindi qui è per tutti voi. Chincaglieria o paccottiglia new age sedicente portafortuna. Ok. Troppo cinico. Mi capita sotto tensione. Non riesco a sciogliere il ghigno dal volto. Ricomincio. Questo è per me, dunque per tutti voi. Per chi cerca una BDC (e non è una Bici Da Corsa) e semina e semina. Per chi vuole togliersi gli occhiali e talvolta lo fa molto bene. Per chi fa quiz e diventerà milionario. Per chi di secondo lavoro fa il maestro di combattimento e colleziona allievi. Per chi si traveste, cuce, incolla e si diverte un mondo. Per gli architetti ammaestrati (Monkey CAD). Per tutti i gatti del mondo con un pensiero speciale a Birba e Odino. Perché oggi mi va così. Sto per spiccare il volo, non so se è la prima volta, mi tremano le piume. Io SO volare. Non ho bisogno di convincermene

22 settembre 2008

T(h)OM T(h)OM (...and you'll find your way...)

Capita anche al protagonista di Caos Calmo, quindi non sono il primo, e forse non è nemmeno grave. Sarà dunque un’invenzione narrativa di Veronesi oppure c’è del vero? Il fatto è che Thom Yorke mi parla. Capita sempre con maggiore frequenza che io stia ascoltando musica random dal mio IcoPod, non prestando attenzione a quello che ronza nelle mie orecchie. Poi arriva una canzone dei Radiohead, (che culo, dirà qualcuno di voi… a me piacciono…) e la voce di Thom brilla, languida sirena che non posso fare a meno di ascoltare. Ma non capisco tutto: nel flusso di suoni e musica, parole mormorate, appena udibili, all’improvviso una frase emerge, e capisco che è per me, per il mio destino, una risposta alle mie domande.

After years of waiting

After years of waiting nothing came

And you realise you're looking,

Looking in the wrong place

E mi spiaccico sulla tastiera, le braccia scese penzoloni e stanche, il mouse imperterrito a disegnare linee sbilenche che cancellerò. Chi è che mi toglie il terreno da sotto i piedi? Ho mai avuto qualcosa di solido su cui camminare? Sono troppo pe(n)sante per galleggiare?

Continuo a cercare nel posto sbagliato.

17 settembre 2008

THE DARK SIDE OF THE COTONEASTER

Post a sorpresa sul lavoro di questi giorni. Cercando di raccapezzarmi sulle richieste di un parcheggio che serva come parcheggio ma che non sembri così clamorosamente un parcheggio, cioè il parcheggio serve ma questo qui assomiglia troppo ad un parcheggio, fammelo meno ...parcheggio... (come dire, dammi una donna che faccia la donna ma che non sembri una donna, anzi no, va bene anche se non è una donna ma almeno la donna la deve saper fare, con un maquillage adeguato... insomma ma che vuoi? Luxuria? e allora dillo e non la fare lunga...), cerco di mascherare il possibile, di cespugliare il cespugliabile... io fan dello shaved bush... e moltiplico allungo, dilungo, fotoscioppo, fotosciocco e mi fingo l'intrepido protagonista di missione natura allorché scorgo incespugliato anche un airone... Avete un tagliaerba?

16 settembre 2008

BREAKING NEWS

>...l’avevo detto io che c’è crisi, ovunque c’è crisi (tanks for the lyrics, Bugo)... difatti sono stato licenziato. Il contratto di lavoro come CoCoPro è rescisso con decorrenza dal 2 novembre. Festa dei Morti, se non sbaglio. Tempismo macabro, perfetto...

15 settembre 2008

SUDDENLY I SEE (and God is on my side)

Quanto dolce può essere una vendetta così inaspettata da rendere piacevole anche un pomeriggio afoso di lavoro tra mattoni e calcina? Ho la carie, la pancia piena e ho riso, ho riso e riso alla faccia di molti, di chiunque postuli una superiorità dell’ingegneria sull’architettura. Sono cresciuto come studente di Ark all’ombra di un latente conflitto tra architetti e ingegneri. Tra chi sogna con i piedi tra le nuvole e chi concretizza come meglio può senza fronzoli o pretese artistiche. Tra chi vive la gravità come un impiccio e chi la respira come l’aria, come cosa necessaria. In questo mondo duale ci sono tuttavia incontri fortunati. L’architetto può immaginare qualunque costruzione, tanto c’è Ove Arup. E nel piccolo mondo della professione in provincia si trova di tutto. Anche un ingegnere esibizionista frustrato ( senza essere Calatrava purtroppo ) che non può fare a meno di mostrare le sue strutture nei modi più rovinosi possibili per una costruzione. Ecco allora che in un appartamento di quattro stanze (bagno compreso, non ce n’è una che mantenga una forma quadrangolare: ad un angolo un pilastro esuberante sbuca di 5 centimetri, oppure a metà di una parete c’è un dente di 7 centimetri, oppure il nastro dell’avvolgibile è così incassato nel muro da essere praticamente nella stanza attigua; poi ci sono travi ricalate un po’ dappertutto, con una frequenza particolare nel vano condominiale e nel pianerottolo delle scale... Un tale insieme di castronerie avrebbe comportato la bocciatura in prima geometri. Io, architetto, ho la casa progettata da un geometra: ha delle ingenuità, ma se avessimo anche solo una stanza con quelle riseghine, con quei dentini che non sanno di niente, l’avremmo fatto nero... e dunque l’ingegnere vuole che si veda che ha fatto le strutture, che le ha fatte belle GROSSE e che il palazzo non cade... e io che pensavo che simili vanità fossero una rendita di posizione dei soli architetti, mi devo ricredere: anche l’Ing si piace e vuole piacere. Ma se è così, perché non ha fatto architettura e non lascia fare le strutture a chi lo sa fare?

11 settembre 2008

THE BEST OF YOU

Un Loop ordinato e persistente, chiara la domanda, ambigua la risposta. ..."is someone getting the Best of You?"... L'ambiguità è temporeggiare anziché rispondere direttamente sì. E temporeggiare è inventarsi eccezioni, addolcire il contesto, perdere di vista l'obiettivo, pensare che c'è crisi, ovunque c'è crisi, lasciare che i neuroni fortunosamente vivi si impegnino a giocare seriamente a giorotondo. Vivere questa ambiguità: non avere il coraggio di perseguire le proprie ambizioni. Con dimessa pavidità, perpetuare questa insolita sindrome di Stoccolma.

10 settembre 2008

CATTIVE ABITUDINI

Come fosse la fine dell’estate, dicevamo, e il primo accenno dell’autunno. Vecchi amici tornano a farci visita, all’ora consueta, nel periodo che sappiamo. Dopo un’estate selvaggia, spiegata al vento della chioma di Renegade, riprende la rassicurante posizione Walker Texas Ranger (Wally per Idelia che anticipa suo malgrado il prossimo film della Pixar Wall-E) e tutti ci sentiamo più sicuri. Ballarò, riposato Floris da una certamente pimpante estate, prosegue l’inutile chiacchiericcio sedicente imparziale, l’impavido tentativo di autoipnosi per convincer(si)ci che la meglio veltroniana gioventù sia il meglio che si possa desiderare. Dunque lo psicodramma edipico/epidico di un partito con troppi padri, nessuna madre e qualcuno che gli ha nascosto la cesta dei balocchi prosegue coi consueti piagnistei e strepiti. Menomale, ora posso dormire meglio... Eppoi Miss Italia, che lo scorso anno aveva prodotto uno spettacolo di rara dissociazione (tra conduttori, tra i giurati, tra la Goggi e la sua bocca, tra Mike e il suo cervello... etc) quest’anno ci sorprende richiamando addirittura quella bruschetta di Carlo Conti. Ma, dico io, già che c’erano potevano richiamare Frizzi... E mentre cominciano anche gli allenamenti serali di Pallanuoto, ovviamente senza un allenatore ma con tanta voglia di strafare, mi trovo a consultare l’oracolo del palinsesto, per decifrare il mio futuro televisivo italiano. Aaaahhhhhh ancora nulla dalla De Filippi... no, no aspettaaaaaa c’è il Ballo Delle Debuttanti, questo si che me lo guardoooooo... ( pare che verso la terza puntata di ballo ininterrotto il programma vada a chiamarsi il Callo Delle Debuttanti...) Poi ci penso su e ringrazio il cielo ( o qualunque cosa vogliate, è lo stesso) per essere così snob e per allenarmi tardi la sera, per lavorare tutto il giorno. Per avere giusto il tempo per vedere “qualche” serie americana ( chi mi conosce lo sa ). E tra le abitudini peggiori, dannose per il corpo e lo spirito, c’è quella di lamentarmi, magari silenziosamente dentro di me (ma quando mai) o in maniera molesta e irritante (un po’ di sincerità non guasta mai). E voi, quali sono le abitudini che vi condizionano?

9 settembre 2008

ON TV ( on Tomato’s Verge )

E’ tornato il tempo della pomarola.

1 settembre 2008

FIREWORKS ( just ‘cause you feel it doesn’t mean it’s there )

Alti nel cielo, vicini, si fa fatica a piegare la testa fin lassù. Vicino ad Andrea, Marco, Walter. Gli altri non so. Al primo botto di richiamo, mi sono indirizzato frettolosamente verso i margini del giardino, da dove osservare meglio e senza ostacoli, i fuochi d’artificio e così li ho persi tra la folla. Ho attraversato la siepe e sono spuntato sul marciapiede di una strada chiusa al traffico, transennata con il nastro bianco e rosso. La crisi dei consumi, presenzialista come al solito, si è fatta sentire anche qui. Dove anni fa assistevamo ad un’incessante marcia di luci e tuoni, girandole, lampi blu che trascolorano in verde, in rosso, in giallo, ad una continuità luccicante e dorata, avvincente dall’inizio alla fine, stasera pare sia rimasto uguale soltanto la durata dello spettacolo, mezz’ora. Con la metà dei fuochi. Dunque uno scoppio. Poi un bel po’ di silenzio impaziente. Un lampo colorato. Poi il buio e nelle pupille la traccia di una luce. E in quel buio e in quel silenzio, un frammento per volta, alcune immagini mi sono passate davanti agli occhi.
Sono con Camilla e Francesca. Vaghiamo Oltrarno dopo una prima bevuta al Mojo. E’ appena iniziata la festa del PD. Poca gente in centro. Solita gente tra Zoe e Negroni. Poi passa Nicco con bionda ossigenata al seguito. Accompagno Cami a fare il bis. Ci facciamo delle foto. F si vergogna della scollatura.
E’ mattina, presto per una colazione. Sulla veranda del Mediterraneo aspetto con Giulia che Silvia ci raggiunga. Dobbiamo partire tra poco. Lasciare la Gallura, tornare a Cagliari. Tutto bianco.
Da dietro un piccolo olivo osservo una decina di coppie di persone coinvolte in un tango appassionato. Non si staccano gli occhi di dosso. Io sono sul bastione Saint Remy a Cagliari. Loro non lo so, ma deve essere un posto interessante.
Questo è il bagno dello studio. Mi sciacquo la faccia. Cerco di stare meglio.
E ora che siete tutti in fila aprite bene le bocche che ve le riempio di rum cubano!
Oddio Vinicio come fai a non sudare sotto quella pelliccia... dai ci troviamo davanti al battistero qui al palazzo ducale... ma qui siamo in piazza del Campo a Siena...
Piccolo Odino!
Ti amo, bimba, ma è così complicato stare qui...
Questo gatto grigio, Trattore, ha capito molto bene a chi chiedere da mangiare...
La schermata dei blog di Professione Architetto è sempre la prima da consultare al mattino e da oggi SONO AMICO DI HOLDEN evvaiiiiii
Le previsioni danno nuvole nere. Come fosse la fine dell’estate.
BUM
BUM
BUM

26 agosto 2008

INTO THE WILD ~ Happyness is only real when shared

Non poteva esserci un film così distante da me. La mia adesione piena all’occidente privilegiato, consumista, cattolico, artificiale, bianco, xenofobo, gerarchico, controllato, decadente, è palese. In questo momento non mi sento di rinnegare niente, d’altronde non vedo perché dovrei. La felicità è reale solo quando è condivisa. Questo viene inciso con un coltellaccio su una tavola di legno, appena sopra la firma, dentro un autobus abbandonato nel mezzo dell’Alaska, poco dopo il disgelo di inizio primavera, per mano di un ragazzo capitato sull’autobus per caso e in Alaska per scelta. Alla fine del viaggio, alla fine della vita, indebolito dall’ingestione di piante velenose, il ragazzo si riprende la propria identità, deponendo lo pseudonimo che l’aveva nascosto dalla famiglia e dagli affetti di sangue, e accompagnato “sulla strada” nelle tappe di avvicinamento alla sognata Alaska. Il film è struggente. Dall’inizio alla fine. Senza retorica. Io non sarei mai scappato dalla famiglia per raggiungere un ideale utopico di equilibrio con la natura. Non mi piace l’occhio troppo soggettivo della camera che enfatizza il sublime della natura. Non ce la farei a stare anni senza contattare i miei. Né vagabondare al seguito di hippy tanto più tristi quanto adulti e disillusi. Via dalla pazza folla solo per andare in una lussuosa ed esclusiva SPA. Altro che Alaska. Traiettorie oscure hanno smosso ricordi di pensieri adolescenziali, abbozzi di sogni come cartoline polverose di cui non conosci più il mittente. L’umanità del ragazzo, la purezza e la caparbietà. La lucida follia. (cliché tra i più consunti). Quante Lacrime. Questo inno alla vita (e il maestoso ricamo di canzoni scritte e cantate da Eddie Vedder ) imperfetto, a volte noioso (come può esserlo On the Road), ridondante, non mi ha fatto di certo venir voglia di fuggire in Alaska a cacciare Alci e Scoiattoli e a nutrirmi di bacche ed erbette. Però lo ripeto. E ripetetelo con me, se volete: la felicità è reale solo quando è condivisa.

20 agosto 2008

SE C’E’ LA GOCCIA, E’ GYM...

L’indice e il medio non consumano calorie. Il polso si stanca di essere trascinato avanti, indietro, a destra, a sinistra ma sempre sul mio quarto di scrivania. E per alleviare il mal di schiena una bella passeggiata destinazione sgocciolatoio. Tutto qui. Ma da adesso e fino all’inizio della stagione agonistica di pallanuoto divento un animale da corsa. Ed è subito gradevole la carezza del vento tra i capelli, mi sento come Pirlo pronto a calciare una precisissima punizione o a consigliarti un ottimo parrucchiere. Oppure un pirla che dopo un centinaio di passi inizia a cercare una Motivazione che spazzi via il fiato grosso il dolore al fegato alle caviglie alle spalle e soprattutto asciughi l’alluvione di sudore in arrivo. Così cambio argomento ai miei pensieri, osservo il canneto che cresce sul lungofiume dello Staggia, il bocciodromo ombreggiato da alberi rigogliosi. Ho già detto altrove che da qui Poggibonsi non sembra nemmeno male. Ai lati del nastro verde ci sono piccoli fazzoletti di terra coltivati e recintati, zeppi di pomodori, susini, peschi, e tante altre piante che nella velocità non riconosco. Poi arrivo alla piscina del Bernino, di recente pitturata di giallo e rosso (sigh), e mi fermo a frascheggiare sotto ai pini e rubo qualche mora dai gelsi ai lati della strada. Come Kung-Fu Panda riconosco che mi muovo così da poter mangiare qualcosa. La Motivazione : il Cibo. Poi corro ancora, faccia al sole fino all’auto, mi asciugo, bevo acqua fresca e me ne vado...

18 agosto 2008

I FEEL BLUE LIKE MONDAY MORNING

Allora:

La sveglia non ha suonato benché fosse impostata a dovere. Mi sono svegliato con un considerevole ritardo al suono dell’aspirapolvere. Senza poggiare i piedi per terra mi sono docciato asciugato vestito colazionato e sono fuggito in auto. L’autopalio è una pista tutta per me: avvicino, scarto e supero le poche macchine in giro incurante degli autovelox. Entro con solo 10 minuti di ritardo per scoprire che: Il server in ufficio ha probabilmente subito danni dal maltempo di ferragosto. Nessuno ci sa mettere le mani. Il sistemista di fiducia è in vacanza, irreperibile fino a mercoledì. Dopo che Alessio è riuscito a collegare un hard disk esterno al Pc05, a creare nuove connessioni di rete, comprendere che comunque il plotter non ti vede, non ti caca e non ci sente se non passi dal suddetto server di M...A

Sospesi nel tempo, aspettiamo una luce

ICO AL SOLE

Potessi trattenere sulla mia pelle il calore del sole d’agosto. Vorrei nasconderlo fin dentro le ossa, non sprecarne neanche un prezioso raggio. Conservarlo come un ricordo o un balsamo, come una medicina. Mi servirebbe nei giorni scuri dell’inverno e in quelli stanchi di lavoro, oppure adesso che è ferragosto e sta diluviando. Un uomo a sangue freddo. Così G su di me. Le ore più calde sono le migliori. Gli anziani petulanti arzilli e mattinieri non reggono il caldo e se ne vanno a farsi due spaghi e una pennica. I bimbi con servitù genitoriale sono accompagnati all’ombra della pineta o dovunque desiderino fino almeno alle 17. Si può dunque ricominciare a sentire il rumore delle onde sulla battigia con un ritmo che culla i sonni migliori, i sogni caldi dell’estate.

26 luglio 2008

GONE TANNING

and this pattern unespected
that simple twist of fate
don't pull the trigger
solve the puzzle
here's your missing piece.
cut your sign into my skin

23 luglio 2008

IT’S TIME FOR SOCIAL NETWORK

Stop hiding yourself! E’ davvero giunta l’ora di aprirsi al mondo, di recuperare per quanto è possibile relazioni e conoscenze distanti dal consueto asse Valdelsa-Firenze. Sono iscritto da più di un anno a Myspace, ma non ho mai aggiornato il profilo, né cercato persone che conosco a parte Matteo e Laura, mentre sono stato contattato in modalità random da people from USA le cui intenzioni ancora non mi sono chiare. Poi durante la trasferta di giugno a Cagliari ho pensato di iscrivermi a Facebook, lasciando colpevolmente vuoto il profilo, niente foto né messaggi, né alcuna notizia di me. Giorni dopo scopro di essere stato scovato ( è davvero la parola giusta ) da Ilaria Coschiera, una mia compagna delle elementari. Credo di averne perso le tracce dopo il liceo, quando seppi che si era trasferita a Milano, studentessa al Politecnico. Ebbene, Ilaria adesso vive e lavora a Chicago. Questo sorprendente contatto, oltre a farmi un immenso piacere, ha innescato una divertente caccia al “conoscente”: sto cercando tutte le persone che hanno lasciato un segno nella mia vita, allo stesso tempo sto contattando chi mi è vicino nel tempo e nello spazio. Nell’ordine: Jac da Londra, Edo e Federico da Milano, Rita (momentaneamente) dalla Germania, Antonio da Cagliari, Giulia, Anna, Maria Grazia, Barbara da Firenze, Andrea dalla via accanto, Mirko dalla scrivania accanto alla mia... e scusate se è poco o se ho dimenticato qualcuno. Inoltre sto promuovendo Facebook tra le persone che conosco: è un mondo parallelo giocoso e leggero. Sono anche su Badoo e Linkedin ma non mi divertono allo stesso modo: Badoo sembra più per voyeristi e cucadores, Linkedin promuove contatti professionali e io non ho ancora un curriculum di peso... Forza Gente, tutti su Facebook!

THE BRIDE

In un pomeriggio di luglio (sabato 12), nel pieno sole di Piazza del Campo, Ilaria e Maurizio si sono sposati. Ci pensavo durante le ore di spiaggiamento. Ore ad assorbire salutari raggi di sole, a crogiolarmi come una lucertola, anzi, viste le dimensioni come un Drago di Komodo, uno di quei sauri giganti, arrivati fino a noi da epoche remote. E’ il primo matrimonio di amici a cui assisto. Tempi duri. Noi da Colle e dintorni sembravamo una gruppo di trentenni (età media chi più, io meno) svalvolati. Chi si è presentato alla cerimonia imparruccato, chi con occhiali spessi quanto un fondo di bottiglia, chi vestito elegantemente da garofano (Lucia, stavi una favola!) e T-U-T-T-I-----B-E-L-L-I-S-S-I-M-I. Mentre la temperatura in Piazza e sotto la giacca, sotto la camicia dal collo ben chiuso (che sennò si sfigura..) da sgargianti cravatte, raggiungeva temperature mai viste a queste latitudini, si facevano le 16 aspettando Ilaria. Il matrimonio è durato poco, nella rutilante sala allestita per le cerimonie nel Palazzo del Comune di Siena. Dopo il consueto lancio del riso e del bouquet, più che lancio un’aggressione alimentare in piena regola, mentre gli sposi se ne andavano per le foto, abbiamo rinfrescato il pomeriggio con un ottimo Spritz. Dissetati, ci siamo mossi compatti verso l’agriturismo per l’aperitivo e per la cena, previa deviazione verso casa dei neosposini per fare un po’ di confusione. Deviazione, devianza, perversione.
Oh quanto è corto il dire e come fioco /
/ al mio concetto! E questo, a quel ch’io vidi, /
/ è tanto, che non basta a dicer ‘poco’.
Confesso: i libri di Montalbano li ho nascosti io! Lo smottamento della libreria è opera mia. Ed è pura invidia per un ordine che non avrò più: una volta avevo i libri ordinati cromaticamente, per editore e collana. Poi ho deciso di ordinare per area geografica e cronologia. Per intendersi Thackeray (Frassinelli) insieme a McEwan (Einaudi) perché inglesi, ma uno prima dell’altro perché più vecchio. Un casino irrimediabile. Perdonatemi. Della cena ricordo Marco detto Scream, l’architettura decadente della torta nuziale, il coscio succulento arrosto, i pici con la Nana, Dio che cosa bona...
PS qualcuno sa che ne ha fatto Blusa della bandiera del Green? Link diretto alle foto http://marcoandreini81.spaces.live.com/

22 luglio 2008

SPIAGGIAMENTO

Lo spiaggiamento presuppone una spiaggia ampia, bassa e sabbiosa, non troppo frequentata, svizzera, direi. Infatti non c'era nessumo, tutte le vacche frisone sguazzavano in piscina e io e G soli (quasi) sul lungomare. Dalle 14 di sabato ho alzato il culo dalla sdraio alle 19.10 e solo per la promessa di una pizza. Non ero fluorescente, ero radioattivo dal sole preso nonostante la protezione 20 generosamente spalmata dalla comare G. Il giorno seguente ci siamo impossessati di un ombrellone e di due sdraio (che tanto gli svizzeri non scendono al mare) e abbiamo goduto al pensiero del carnaio nella vicina spiaggia libera, dove non saremmo mai andati MA NON PER FARE GLI SNOB, bensì perchè G non ama il sole diretto e io ne avevo assorbito troppo il pomeriggio precedente. Si mi sono ustionato il pancione.. e il naso... contenti?
Dunque mattina fresca sotto l'ombrello fino all'arrivo del classico scocciatore. Avevo già avuto a che fare con "l'animatore" in anni non recenti. Nella scala del fastidio nemmeno tanto malcelato si posiziona tra la zanzara e il lavavetri molesto, tra un autobus ATAF pieno d'estate (cioè senza aria condizionata e senza mollette per turarsi il naso dal lezzo marcio delle ascelle altrui), e l'aumento sconsiderato del prezzo della benzina. In pratica non si sopporta. Lei, sì, l'animatore era una donna, probabilmente per contratto deve farsi riconoscere, promuovere le offerte che il villaggio ti fa per occupare il tuo tempo, (non sapendo quanto hai penato per averlo, quel poco di tempo tutto per te spiaggiato in riva al mare a Follonica). Cerca di insinuare il dubbio che, se non approfitti dell'intenso pacchetto RISVEGLIO MUSCOLARE, ACQUAGYM, TORNEO DI BEACH VOLLEY, sei davvero un mentecatto, uno che non si sa divertire e che oltretutto parla con un tono di voce così basso da non farsi sentire dalle orecchie/timpano rotto dell'animatrice.
La quale, manco a dirlo, urla MADDAI MA SEI STANCO? MA NON TI MUOVI? MALLOSAI CHE IO SONO ANDATA A DORMIRE ALLE 5 E ORA SONO QUI PIMPANTE? DAAAAAAAAI VIENI A FARE IL TORNEO DI BEACH...
o te, mallosai che io vò alletto all'una, mi sveglio all'otto, un mi pagano peffà 'ste hazzate di domeniha mattina ANZI, pago io pé stà tranquillo e ortretutto ammé la cocaina pé stà sveglio un me la passano????

8 luglio 2008

CATCH ME IF I FALL

La giornata inizia con una tazza di tè bollente. Earl grey, non zuccherato. Intingo il biscotto, Oro Saiwa. Come al solito non calcolo il tempo giusto di immersione : il biscotto si scioglie e resta tra pollice ed indice un moncherino umido. Così appoggio la tazza Marimekko bianca coi fiori verdi e blu. L’appoggio sul bordo della tovaglietta Ikea e mi rovescio tutto addosso. Risultato: jeans, polo, mutande e un calzino da cambiare. Pavimento da lavare. Buongiorno. Qui sopra la linea di mobili stile Ikea col mio nome... Cool...

1 luglio 2008

…OFFER ME ALTERNATIVES AND I DECLINE...

Mentre sorseggio un cocktail Martini fatto con la mia nuova attrezzatura da barman de noantri (shaker, bicchieri, dosatore...) presa con i punti del supermercato SMA, ascolto un’anteprima illegalissima del prossimo (?) disco dei Guns’n Roses, Chinese Democracy, e mi sembra di precipitare indietro di un bel po’ di anni... Axl, che voce! Ok, il Negroni è decisamente imbattibile e questa calda estate mi ha insegnato anche l’Americano Fusion, con cetriolo e ginger, però pure questo non è malvagio... L’olivetta galleggia sconsolata nel bicchiere vuoto CHE NON RIEMPIRO’ LO GIURO... Così, un sorso dietro l’altro, si addolciscono le preoccupazioni, la nottata non sembra così lunga, le colline paiono spianate e luminose. Finché una domanda si fa largo, chiede risposte, o almeno riflessioni. Esiste qualcosa che vorresti fare / saper fare invece che consumare la vista al CAD fingendo di fare l’architetto? Siccome di progetti grandiosamente irrealizzabili sono pieno, cerco di limitarmi: dirò cose che credo possano funzionare come questo cocktail, come accompagnamento ad una lieve serata estiva. Pagatemi per ascoltare dischi, per scrivere di musica anche se non ne sono capace, fatemi sognare e sorridere come adesso che sto ascoltando il nuovo, inatteso e scanzonato disco dei Sigur Ros. Pagatemi per farvi da bere, mi piace promuovere lo scioglimento dei ghiacci e vedere come vi comportate da alticci. Pagatemi per farvi da mangiare, come sopra, mi piace mangiare e sono grato a chi mi cucina leccornie, fatemelo fare per voi! Pagatemi per raccontarvi tutti gli aneddoti che conosco sugli animali: sono un consumatore vorace di documentari, io! Vi racconterò per esempio di come gli ippopotami maschi dominanti per segnare il territorio spargano escrementi usando la coda come elica. Oppure cosa sognano i castori... Cose così... Come la magnifica e psichedelica seppia gigante che danza e cambia colore, ipnotizza la preda prima di mangiarsela. Sono cose che un architetto può fare o no? OOOOPS il bicchiere che “non avevo riempito” è vuoto di nuovo! Saluti...