30 giugno 2008

TUTTI PER UNO

Lo scorso fine settimana si è giocato un piccolo torneo di Pallanuoto alla piscina Olimpia di Colle Val d’Elsa: hanno partecipato le squadre di Certaldo, Volterra, Versilia e Olimpia Colle. Erano previste due partite il sabato sera, Colle-Volterra e Certaldo-Versilia. Le vincenti avrebbero giocato per il primo posto domenica sera, precedute dalla sfida per il terzo e quarto posto. Sabato abbiamo vinto 14-5: erano mesi che non accadeva e non sapevamo bene nemmeno come festeggiare. Io poi avevo poco da festeggiare, nell’azione che ha determinato la mia seconda espulsione temporanea mi sono procurato una contrattura al deltoide destro: domenica ho assistito da bordovasca alla partita. E domenica abbiamo perso, 7-5, risultato onesto ma viziato dalle solite incongruenze del regolamento di questo strano sport : è possibile nelle gare UISP e nei tornei non ufficiali come il nostro tesserare e far giocare anche atleti provenienti da categorie superiori alla nostra. Come se in un torneo di calcetto amatoriale facessimo giocare Buffon in porta, Chiellini in difesa e Totti in attacco. Bella forza. Quindi complimenti al Certaldo che aveva in rosa alcuni giocatori di serie B nazionale. La nostra squadra senior ha deciso invece di far giocare talenti freschi e decisamente all’altezza: Niccolò, Fiore, Daniele, ragazzi del ’92 credo, che non ci hanno fatto sfigurare. Complimenti a tutti!

24 giugno 2008

ANNA

Più in là, pensavo. Mi dicevo: aspetta ancora qualche mese, giusto il tempo per fare in modo che le cose si sistemino. Ne sono passati di giorni dall’ultima lettera e non ho scuse se non questa incrollabile e presuntuosa fiducia nei miei mezzi e nella mia buona sorte. Credo di aver esaurito il credito con le stelle , oppure, ma è l’ipotesi peggiore, non riesco a riconoscere il buono che mi accade. A due anni dalla laurea lavoro nello stesso studio a Poggibonsi. Ho superato brillantemente l’esame di abilitazione per architetto, ho uno stipendio molto buono paragonato alla media della situazione italiana. Talvolta indosso l’abito e ho anche diverse cravatte e comincio a sentirmi a mio agio. Spedisco il mio curriculum in tutto il mondo ma ancora non interessa: sono pieni, dicono, di neo-laureati, interessano professionalità specifiche che temo di non poter raggiungere da qui. La realtà ordinaria, spesso misera e inconsistente nella ripetizione forzata delle stesse cose da fare ogni giorno mi stanca. Il piacere della lettura, della visione di un film o di una serie tv ( sono diventato un “serial addicted”, ne dovremo parlare prima o poi perché sono sicuro che la nuova forma di letteratura sia lì) è diventata una frustrante tortura: continuare a immaginare vite, desiderare di viverle sapendo di non poterlo fare, è sfiancante. Forse non ho fatto la scelta giusta scegliendo di diventare architetto. L’architettura è davvero una passione per me e da quando l’ho capito non riesco a vedermi fare altro se non come ripiego. Ora la domanda: in Italia? Giro intorno ai miei propositi. Avevo comprato un biglietto di sola andata via da questo Paese. Sono rimasto perché è arrivato il contratto e ho deciso di darmi ancora tempo qui. Il contratto non è ancora scaduto, ma la mia pazienza è esaurita. Non dovevo scrivere, non avrei dovuto nemmeno pensare queste cose. Mi hanno detto che non so accontentarmi, che devo fare gavetta. E se invece stessi perdendo tempo? E se ricominciare da capo altrove fosse più gratificante che continuare uno slalom improduttivo tra raccomandazioni che non ho, parenti/amici che non possono introdurmi nel giro giusto? E se fosse meno faticoso? Leggo i blog di giovani architetti italiani all’estero e fantastico un bel po’. Ora ti saluto con affetto, sperando di non averti rubato troppo tempo e ricordandoti che ti penso spesso. Federico

ODINO

Appena ricevuta. Mister Purr-fect si crogiola e si fa massaggiare le zampe. Pare aver trovato un giaciglio comodo per riposare...

20 giugno 2008

PETIZIONE

Comincia a dare i frutti sperati la petizione off-line per chiedere l’arrivo dell’anticiclone delle Azzorre sull’Italia. E mentre Odino si addormenta sul palmo della mano con le zampe abbandonate e una carezza continua sulla testa, altri gatti si crogiolano nella nullafacenza dorata (meritata) di questa quasi estate fiorentina. Il pollo al curry ritorna, l’Italia và.

3 giugno 2008

KARALIS / IL PAEASE DI BENGODI / 2

Il motivo del gioioso finesettimana passato a Cagliari è stato il Festarch, quattro giorni di eventi, incontri con archistar, architetti, designere scrittori nazionali e internazionali. Gente del calibro di Inaki Abalos, OMA, Metrogramma, Patricia Urquiola, Fabrizio Novembre, Piero Lissoni, Oliviero Toscani, Richard Mason e tanti altri.. http://www.festarch.it/ In questi giorni abbiamo seguito molte conferenze, ascoltato opinioni e ne è uscito un quadro altamente desolante per lo stato dell’architettura in Italia. Cose del resto già note. Ma il fegato grosso me l’ha fatto venire un architetto danese, Bjarke Ingels (http://www.big.dk/ sito smart, andateci) di soli 34 anni, mi pare. Ebbene lui già da quando aveva 27-28 anni progettava (e fin qui niente di nuovo) e COSTRUIVA! Cioè, aveva qualcuno che lo faceva costruire, investiva sulle sue capacità invece di fargli disegnare bagni (facendogli credere che è per il suo bene...) Il BENGODI STA IN DANIMARCA. E io sto a rosicà. Giuro non aggiungo altro per carità e perché non ho parole. Sto a rosicà.

KARALIS / IL PAEASE DI BENGODI / 1

Nel gioioso finesettimana passato a Cagliari, “lungo” grazie al Presidente Ciampi e alla Signora Franca che hanno ripristinato la festività del 2 giugno come Festa della Repubblica, l’unica cosa che non è mancata è stato il cibo. E’ impressionante l’elenco delle leccornie di cui mi sono gloriosamente abbuffato senza ritegno in barba ad ogni velleità dietologica. Qui sopra il sigillo e l’imperatore, il maiale al forno, il porcetto, il maialetto, chiamatelo come volete: poveri voi che non l’avete addentato! C’è stata la Panada con agnello, piselli e zafferano. La Fregola con le Arselle, una minestra così saporita da risuscitare i morti. E la frittura di paranza: c’erano triglie di scoglio, muggini, calamari e gamberi. E risotto con ogni bendiddio di pesci e crostacei e mitili... Eppoi Bottarga la Regina, tonno e pescespada di Sir Quirino, Cannonau e Vermentino. Mirto della zia MTM che lo annusi e inspiri la Gallura intera, dolce, aspra e forte, fiera e generosa. A raccontarlo mi sento sazio. E felice. Grazie a tutti.

28 maggio 2008

ARCH/UNIFI

Dopo aver ricevuto una lettera dell’ Università Degli Studi di Firenze che richiedeva il mio 5 per 1000 ho pensato. E ho scritto. Quello che ho fatto altrove qui non serve. L’organizzazione, l’inclinazione allo studio, la curiosità sono materiale da discarica. Come se fosse un’esperienza educativa radicale, l’università di architettura di Firenze non si appoggia, esaltando, su quello che sei per farti crescere ma presuppone una tabula rasa. Anni per toglierti ogni velleità di ordine, ogni personalità, per spogliarti della tua identità. Speri che, finita la parte DESTRUENS, inizi la parte COSTRUENS, insomma: speri che insegnino qualcosa. E INVECE NO! Satura di abitudini e concrezioni sinistrorse post-sessantottine, la “FACOLTA’ DEL BENALTRO” ti tira un calcio mirato nei coglioni e, generosa nel consegnarti il foglio di via, pardon, il diploma di laurea, ti invita a sloggiare. E INVECE NO! Vogliono poter disporre del tuo tempo, dei tuoi soldi, delle tue migliori energie. Sono solo un anticipo degli studi che ti sfruttano mesi per un misero rimborso spese, perché loro vogliono essere pagati e pretendono un alto status sociale di responsabilità e cultura. Sono Feccia. Ti blandiscono con una bolsa retorica populista ( mi è capitato di progettare un parco pubblico che comprendesse un’area dedicata ad “orti sociali collettivi”, roba da gulag.) Ti annusano. Sanno cosa sei e fanno di tutto per farti somigliare a scribacchini falliti. Come loro. Le solite facce insegnano utopie, poi te le ritrovi all’esame di stato, seriosi e compunti, a farti la predica su come lo studente di oggigiorno sbagli grossolanamente ad imparare, su come perda tempo dietro ad insulsaggini quando non sa neppure come si fa il calcestruzzo in cantiere. PORCA PUTTANA, NEL LIBRO DI TECNOLOGIA DEL FURIOZZI CHE CI AVETE FATTO COMPRARE C’E’ DESCRITTA L’ANALISI CHIMICA E LE REAZIONI CHE CREANO IL CLS MA NON C’E’ SCRITTO COME SI FA. Punto.

17 maggio 2008

PASSI

Parcheggio l’auto col muso accostato alla siepe di gelsomino. Una tortora si sporge dal ramo dell’alloro che fa ombra sul piazzale e prende il volo. Finalmente anche quest’anno le rondini sono tornate ad abitare il nido. Scendo dall’auto, saluto da lontano una zia, china sull’uscio a sgusciare piselli freschi dell’orto. Nini, a’visto? Cosa, zia? Stanotte enno stati da Giovanna di’Salvi! Chi? I ladri! . . . ma lei un dormiva checcià i rematisti, l’ha visti e ha chiamato la pulizia! . . . poi enno entrati da Angiolina, quella che mi fa le pulizie, ora come si fa? . . . nel secchio a sinistra i piselli da sgusciare, nel secchio a destra le bucce, nell’insalatiera tra le ginocchia i piselli sgusciati. Mi giro attorno, osservo con attenzione il giardino, la ringhiera: alle sbarre del cancello fango secco. Forse qualcuno scavalcandolo ha lasciato residui di sporco. Intorno a casa nostra molti orti, noi non l’abbiamo. Qualcuno che da un orto del vicinato sia entrato nel nostro giardino? Impronte sul marciapiede e tutt’intorno alla casa. Le spie luminose dell’allarme hanno fatto desistere qualcuno dal provare ad entrare? Tutto questo sa di già visto. Già sentito. Chi non sente e continua a dormire. Chi si sveglia e trova la sorpresa. Chi non c’è ma ci sarà. A me il sonno ancora non lo tolgono, ma pare che solide mura non bastino a offrire protezione.

14 maggio 2008

100.000

Un nuovo inizio: una revisione in concessionaria. Forse anche una luce più chiara dopo un allenamento intenso. Ho progetti a medio termine che hanno attivato felici incontri tra i miei neuroni solitari. E da lì alle mani, alla matita al foglio bianco che non temo più. Immagini e parole: quello che so fare.

99.999

Manca poco, una passeggiata, una discesa lenta, una dolce salita per fare cifra tonda. Ho parcheggiato in piscina e il contachilometri si è fermato a 99.999.

8 maggio 2008

BONES

Dopo aver mangiato il coniglio la settimana scorsa, si pone una questione ancora più pregnante per gli amanti degli animali con la coda a batuffolo. Mentre scrivo nella stanza accanto qualcuno sta spellando una lepre ancora calda. Un Tippete zampettante fino ad un paio d’ore fa, pelo morbido e orecchie abbassate per sempre. Non mi smuovo. La mangerò. Anche da solo. Perché sono un sanguinario carnivoro. E non accetto rimostranze da chi ho visto addentare con lascivia teste di agnello o maialetto. Sia chiaro. Potrebbe essere l’occasione per smascherare un imbarazzante razzismo alimentare per cui maiali, mucche, cinghiali, pecore e agnelli (per non parlare di OGNI TIPO di animale vivente nel mare ) SI, mentre conigli, fagiani, lepri e cavalli NO. Non è giusto. So unfair... cos’è: “hate the sin, love the sinner”? Casomai cambiaste idea vi consiglio di cominciare dalle zampe, sono davvero succulente...

CUBO DEI DESIDERI

Mi è stato consegnato un piccolo dono: una bustina di tè, da un’appassionata a un appassionato. Per me è stata una sorpresa molto gradita ricevere questa piccola scatola, tagliata piegata e decorata a mano: l’ho disegnata. Penserete: ma è solo una bustina di tè in una scatola! Io ho trovato il pensiero di accompagnare il regalo con una confezione così curata davvero carino. Il cubo di carta da pacchi, ognuna delle sei facce ha il contorno evidenziato da un tratteggio. Può starci dentro qualunque cosa si desideri. Io ho trovato una bustina di tè, voi cosa vorreste trovarci?

SUSHI TIME

La serata è andata via liscia, in quattro (cinque compresa Stella uscita prima per andare a lavoro) abbiamo seccato tre bottiglie di bianco, uno spumante e una bottiglia di limoncello. Ho preparato Sushi per tutti (4 ore di lavoro...) e questa è l’immagine degli ospiti alle prese con bacchette, soia e pesce.

24 aprile 2008

FIND THE MURDER

Che sollievo un incontro inatteso con persone care in un luogo che non ci ha mai visto insieme prima, in un orario in cui avremo dovuto essere altrove, in altre faccende affaccendati. Questo mi ha portato una passeggiata (di lavoro) dall’ufficio al Comune. Mi sono trovato al centro di una piccola folla di studenti, un corteo che entrava in Piazza della Stazione. Mi sono voltato e c’era Andrea, alto e riconoscibilissimo dalla barba lunga e scura che si è lasciato crescere. Era lì per presentare il video della visita ad Auschwitz organizzata dalle amministrazioni comunali di Colle e Poggibonsi e dal Liceo Volta a cui ha collaborato come operatore e montatore (?). C’era anche Francesco, ci siamo salutati e dati appuntamento per stasera: organizzeremo la nostra usuale gita nel bosco del Primo Maggio. Ho ripreso a camminare sotto il sole, mi sono tolto il giacchetto perché faceva finalmente tiepido e primaverile. Ho attraversato il sottopasso pedonale di via Vallepiatta, poi il ponte sullo Staggia fino a intravedere tra i salici le finestre del mio ufficio. Appena ho abbassato lo sguardo ho incrociato gli occhi perplessi di una ragazza ferma alla fermata dell’autobus. Caterina. Mi sono avvicinato, deviando ancora per qualche minuto dal percorso, e ho realizzato che era vestita con una pesante maglia di lana a righe bianche e blu e col cappotto. Ho iniziato a sudare nella mia leggerissima polo bianca. E lei ha iniziato a spogliarsi fino a restare in canottiera. Stava aspettando l’autobus per Milano, avrebbe proseguito per Torino, restandoci il fine settimana. Attorcigliava alle dita la sua lunga collana di palle bianche lucide e cercava di chiudere in uno straripante trolley almeno il maglione (la mia amica dice che a Torino fa freddo come in inverno, e piove...). E’ arrivato l’autobus e me ne sono tornato in ufficio. Nel tardo pomeriggio a casa ho trovato nel lavandino della cucina una busta bianca da cui usciva una zampetta bianca pelosetta e morbidissima. Attaccato alla zampa un corpo spellato e perfettamente eviscerato. Ora la mia domanda : chi ha ucciso il Coniglio? . . . so solo chi lo mangerà . . . . . . . .

21 aprile 2008

LA GIUSTA MISURA

Quando, dopo molteplici e contraddittori rimaneggiamenti, le coincidenze necessarie scompaiono e antichi allineamenti ordinati si rivelano eterogeneo ammasso di voci soliste: si danza un po’ sopra un po’ sotto, a due a due scoordinati... Un macello... Quando manca la giusta misura il bordo perde nettezza, ingrigisce, non ombreggiato ma confuso. Un pranzo decisamente sbagliato, desiderio insoddisfatto di cioccolata. L’ennesimo bagno di pioggia. Un giorno come capita. Ce ne vuole per sopportarmi.

17 aprile 2008

TEN

Dieci anni. Sono passati dieci anni da quando ho preso la patente e in questi giorni ho fatto la visita per il rinnovo: 35 secondi e 70 euro. Ho proprio sbagliato mestiere... dieci anni fa sono sceso a piedi da casa mia a Colle bassa, in tasca il lettore cd e nelle orecchie i Prodigy di The Fat Of The Land che cozzavano inequivocabilmente col panorama medievale della mia città. Sentivo il contrasto e l’attrito tra la musica che amavo e il luogo in cui vivevo. Andavo al liceo e non vedevo l’ora di andarmene, di trovare una ragazza, di crescere. Facevo le mie prime guide con una Twingo blu puffo e avevo accanto un padre speranzoso e terrorizzato dal mio piede pesante. Non avevo un computer ed ero ben lontano dall’idea di diventare architetto. Ora ascolto la stessa musica ma ho pulito le melensaggini, guido l’auto che ho rubato a mia madre, vivo coi miei ( . . .) ma ho una splendida fidanzata da anni. Non vivo senza computer, lavoro ma sono ben lontano dal potermi mantenere. Dieci anni.

MY BLUE ROOM

La quiete e il silenzio della notte nel mio quartiere accompagnano le mie riflessioni sul piacere, su piccole cose tutte private che mi riappacificano con la realtà. Le finestre delle case che vedo dal mio giardino sono spente. Mi sento solo ad essere sveglio e attivo a quest’ora. Mi sento l’ultimo ad alzarsi al mattino. Mi aggrappo a questa sfasatura. Domani avrò una giornata intera per me. Spero nella clemenza meteorologica per inaugurare la stagione di passeggiate campestri e solitarie. Avrò tempo per pensare, passi mai troppo veloci, uno dopo l’altro. E invece è stata pioggia, tutto il giorno. Sono passate le elezioni e Nonno Silvio è ancora saldamente nel cuore degli italiani. Auguri a tutti. Ce n’è bisogno.

5 aprile 2008

TRA I RAMI

Farò i conti prima o poi con la volontà che in me si attiva solo per senso del dovere. Con la pigrizia che mi spinge a rimandare le cose importanti e di mio personale interesse. Con la prospettiva che tiene il fuoco fisso su eventi lontani, traguardi che voglio assolutamente raggiungere, ma che non sussistono se non poggiano sulla concretezza spietata del reale. Continuo a dirmi che il comportamento adeguato da tenere è un basso profilo, che devo credere nel passo dopo passo. Ma si insinua il dubbio che manchi il tempo, che io non riesca a fare di me quello che voglio. Mi hanno parlato di hovercraft a Venezia al posto dei vaporetti. Sembra una bestemmia ma mi piacerebbe davvero vederli sfrecciare giù per il Canale della Giudecca e attraccare a San Marco nello stupore dei giapponesi ( e d’altra parte, se ci navigano le crociere Costa, perché non un hovercraft?)

SPID-O

Ho beccato mio padre che si preparava con insana concentrazione un decotto di Malva. Per le infiammazioni, mi ha detto, in generale, per prevenirle e per curarle. Non ce lo vedo e mi fa tanta tenerezza. Mia madre invece di fronte ai Cesaroni ha deciso di fare una delle cose che le riescono meglio: ha cucinato due crostate alla crema e due piatti di pesche (due paste fritte, bagnate nell’alkermes, se si scrive così..., passate nello zucchero e tenute insieme da un’abbondante ripieno di crema). La campagna elettorale prosegue: sono stato al concerto della cover band KillerQueen, gentilmente offerto ai GGiovani dal PD di Colle... martedì seguirà aperitivo... Oggi ho mangiato il primo gelato della stagione e quella sopra è la mia paletta, viola-fiorentinaOLE’. Un architetto romano ha mollato una mia cara amica senza aver le palle di parlarle di persona, con una telefonata confusa e un SMS, che tristezza. I gatti dormono, come sempre, sul cuscino migliore...

3 aprile 2008

FRITTO MISTO

Domenica di sole, calda e affollato il lungomare di Viareggio. La trasferta sportiva un pretesto per una gita al mare, al ristorante. Spaghetti allo Scoglio, Cacciucco, Penne con Scampi e Frittura giusto per restare leggeri prima dell’ultima partita di campionato. Ecco allora un passaggio stretto lungo la cortina di vetrine patinate da shopping, tavoli in veranda con vista diretta sui fianchi morbidi di una ragazza che scartavetra e ridipinge tavolini e sedie del Bagno Amedeo. Una scritta brilla sul petto di un ragazzo, “LA MAMMA E’ SEMPRE LA MAMMA”... soprattutto se è bona come la tua... Il ketchup per le patatine sembra non essere mai abbastanza. Le Arselle oggi non ci sono ma noi abbiamo la nostra!